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Perché l’1-1 con la Bielorussia è un campanello d’allarme per la Nazionale Femminile

Perché l'1-1 con la Bielorussia è un campanello d'allarme per la Nazionale Femminile
Crediti: FIGC

La Nazionale femminile di Andrea Soncin ha concluso il primo ciclo di partite valevoli per la qualificazione al Mondiale 2027 con una vittoria e un pareggio contro la Bielorussia. I risultati bastano e avanzano per l’accesso al Round decisivo contro la Finlandia per un posto in Brasile. Una tornata che ha visto le Azzurre provare due formazioni differenti, con esito più o meno simile. Se la prestazione è stata a malapena sufficiente in entrambi gli incontri, al netto delle occasioni sprecate, il risultato della seconda amichevole è un campanello d’allarme.

Nazionale Femminile, i numeri dopo EURO 2025

L’1-1 del “Franchi” sarebbe anche un risultato accettabile in sé, contro un avversario che ha perso un po’ di status tra geopolitica e investimenti insufficienti. Siamo ancora in quella fase, sia della stagione sia del calcio femminile globale, nel quale una squadra più forte può presentarsi a mezzo servizio contro una piccola, sapendo che può vincere. Tra campionato, Champions League e un pensiero remoto alla Coppa Italia, rischiare di infortunarsi adesso potrebbe compromettere la stagione, e in prospettiva anche la gara decisiva.

Fatta questa doverosa premessa, il pareggio contro le bielorusse apre una voragine sui tanti difetti che questa Nazionale Femminile ha più volte manifestato nel corso della sua recente storia. Dopo la semifinale di WEURO 2025 in Svizzera, infatti, sono arrivati 5 pareggi, 4 sconfitte e sole tre vittorie, due contro la Serbia e quella contro la Bielorussia dell’andata. Il fatto che non si perda dal 3 marzo 2026 (0-1 con la Svezia nella prima gara di qualificazioni) non è comunque sintomo di salute. In questa fase si contano anche 16 gol segnati ma 12 subiti, ma se non altro più della metà di queste reti al passivo si è registrata nelle amichevoli post-Europeo.

Cosa ricorda il pari di Firenze

Il pari di Firenze riporta alla mente le sconfitte per 1-0 contro Brasile, Austria e Irlanda del Nord del 2022, lo 0-0 con il Marocco del 2023, un altro pari a reti bianche con l’Irlanda, e infine il 5-1 patito con l’Inghilterra ad Algeciras. Partite nelle quali le Azzurre hanno faticato a costruire gioco, e sono state punite in ogni errore difensivo commesso. Fa eccezione un 2-1 sulla Colombia, unico faro del buio prima della spedizione australo-neozelandese del 2023. Non sorprende quindi che l’Italia abbia perso una posizione nel recente aggiornamento del ranking FIFA.

La Nazionale Femminile non supera i playoff dal 1991, anno nel quale valevano per la fase finale dell’Europeo (e di conseguenza le partecipanti completavano la lista UEFA per il Mondiale). Negli altri precedenti ha registrato l’eliminazione per mano della Norvegia del 1995 (regolamento invariato), prima degli heartbreak datati 2011 – sconfitta a Padova per 1-0 con gli Stati Uniti, che si sono ripetuti al ritorno – e 2015, quando i Paesi Bassi si erano imposti nella doppia sfida decisiva.

I significati del Round 2

Superare il Round 2 significherebbe fare la storia, tornando a vincere una doppia sfida per l’accesso ad una fase finale, e soprattutto – per la prima volta – registrare la terza qualificazione consecutiva ai Mondiali. Ciò, pur con tutti i limiti, dimostrerebbe che un minimo di competitività di base il movimento ce l’ha. Ora c’è bisogno di interpreti all’altezza. Se deve essere il canto del cigno delle tanto contestate “americane“, allora che sia un canto armonioso. Se deve essere la rampa di lancio per qualche giovane, che sia la volata decisiva lanciata da un ultimo uomo come Michael Mørkøv. E se deve essere la consacrazione di chi ha già dato tanto, è il momento di una benedizione.

Senza la fame e la leggerezza della spedizione in Svizzera, senza replicare quell’alchimia, sarà molto difficile registrare un Mondiale soddisfacente, soprattutto se già si fatica a pensare di accedere in Brasile. Considerando che l’U17 è stata eliminata ai Quarti e che l’U20 ha ottenuto uno storico quarto posto, la Nazionale Maggiore non può fare meno degli Ottavi di Finale come piazzamento.

Attenzione però alla Finlandia, che nel ciclo Soncin si è già imposta sulle Azzurre per 2-1. Allora, la sfida contava per le qualificazioni all’Europeo in Svizzera. E se al ritorno le finlandesi si erano sciolte 4-0 (e le Azzurre si qualificavano), con un Mondiale in palio la situazione sarà sicuramente diversa. Considerando che le finlandesi non si sono mai qualificate ad una Coppa del Mondo – e quando si svolgevano i Mondiali ora descritti come “non ufficiali”, mandava l’HJK di Helsinki in rappresentanza – daranno sicuramente l’anima per quel risultato.

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