La UEFA Nations League 2027 segnerà l’esordio della Nazionale Femminile di San Marino. È la terza nuova esordiente dopo l’ingresso di Liechtenstein e Gibilterra nel 2025. La selezione guidata da Giulia Domenichetti sarà dunque la 54a partecipante alla competizione. Partirà dunque dalla Lega C, ed è stata inserita nel Gruppo C4 con Lussemburgo, Bosnia-Erzegovina ed Estonia. Cosa aspettarci dalla neonata formazione?
San Marino: si può fare meglio della Nazionale maschile?
Confrontare calcio maschile e calcio femminile non è mai positivo. In questo caso, però, si può dire che la Nazionale Femminile di San Marino abbia più possibilità di fare un percorso positivo. La differenza risiede nella differente fisionomia dei due movimenti. Dato che buona parte delle calciatrici sammarinesi è distribuita tra Serie B e Serie C, con realtà anche già più strutturate rispetto ad altri campionati esteri, la formazione di Domenichetti potrebbe partire senza un gap prestativo. Come contraltare, sfidare nazionali che già conoscono la competizione può portare ad un divario maggiore.
Sarà molto interessante seguirne gli sviluppi. Anzitutto perché ogni nuova squadra che entra nel calcio femminile “d’élite” è una boccata d’ossigeno. In secondo luogo, perché si può provare ad anticipare il suo percorso all’interno della Nations League. Il Liechtenstein ha fatto registrare un pareggio nella sua stagione d’esordio, e recentemente ha superato Gibilterra 3-0 in amichevole. Gibilterra, al momento, non ha registrato punti, e dopo un buon avvio con due sconfitte di misura (una rimediata in pieno recupero) ha iniziato ad incassare goleade.
San Marino, quindi, proprio perché non parte svantaggiata, può regalare qualche sorpresa. L’obiettivo massimo si può fissare sui quattro punti, cercando di rendere il terreno di gioco per le gare casalinghe una sorta di fortino. Il secondo target, quello di non incassare più di tre o quattro gol a partita. Probabile che la squadra punti a chiudersi per poi ripartire, almeno nelle prime partite, che serviranno a capire quale può essere il livello della Nazionale. L’importante sarà lavorare con calma ma duramente, perché si dovranno colmare – rispetto alle squadre del girone – almeno 5/6 anni di ritardo in 6 partite. Un obiettivo ardito, ambizioso.