L’Inter Women ha ceduto per 6-0 all’OL Lyonnes nella terza giornata di Champions League femminile. Partita iniziata con i presupposti di una gara difensiva per limitare il passivo, e che in parte stava riuscendo, visto che l’unica marcatura nei primi 44 minuti è stata quella di Katoto. Il raddoppio della stessa al 45′ ha di fatto chiuso il match, e la gran rete di Yohannes ha fatto il resto. L’ingresso di Bècho, unito all’uscita di Andrés, ha ulteriormente ampliato il divario in campo, e l’attaccante francese ha segnato una tripletta, suggellando così la vittoria. Per le nerazzurre, ora, altri tre impegni complicati.
INTER WOMEN, LE PAGELLE: IVANA FARO, SANTI OTTIMO INGRESSO
Migliore in campo: Andrés 6 – Faro nel buio e roccia su cui fare affidamento. La sua esperienza la porta a tenere le redini della difesa. Esce per la volontà di dare più freschezza, e finisce che la difesa perda il suo riferimento. Da lì, il punteggio assume dimensioni tennistiche. (Dal 67′ Sheila García s.v.: poco tempo per poter incidere e fare la differenza. Sarebbe stato interessante valutarla dal 1′).
Rúnarsdóttir 5 – Beffata nell’occasione dell’1-0, sorpresa dalla bellissima rete di Yohannes (non ci stancheremo di sottolinearla), e così così anche nell’ultima rete. La sconfitta non è colpa sua, anzi l’islandese cerca di posticipare l’inevitabile, ma tecnicamente poteva fare di più.
Robustellini 5 – Non è la sua serata migliore, e si trova di fronte giocatrici che mediamente corrono molto di più rispetto alle avversarie che l’Inter Women solitamente affronta. Cerca di galleggiare nelle due fasi, si fa valere più in attacco che in difesa. Ma il suo ruolo è tendenzialmente difensivo. (Dall’82’ Kullberg s.v.: pochissimi minuti per poterla valutare correttamente).
Milinković 5,5 – Tiratina d’orecchie per quel mezzo metro concesso a Katoto nell’occasione dell’1-0 che svolta completamente la serata nerazzurra. Per il resto, è l’unica macchia della bosniaca.
Van Diemen 6 – Altra giocatrice capace di distinguersi in positivo nel reparto difensivo, al netto della serata. Disturba al tiro, cerca di chiudere gli spazi e di mantenere sempre alta la concentrazione. Qualche sbavatura, ma la prestazione rimane positiva.
Detruyer 6 – Una delle poche dell’Inter Women capaci di farsi vedere anche dalle parti di Grohs. Al 20′ si inventa anche un bel cross per Bugeja, che però non ne approfitta. (Dal 53′ Payne 6: buon ingresso. Cerca di farsi valere davanti offrendo qualche spunto, forse un filo in ritardo in situazioni difensive che non le competono. Ma in queste gare serve il sacrificio di tutte).
Tomašević 5,5 – Soccombe un po’ all’inizio, poi riesce ad emergere nonostante le difficoltà, e infine viene sovrastata dalla maggiore esperienza delle altre. Serate come questa sono lo sprone per migliorare.
Vilhjálmsdóttir 6 – Altra giocatrice che riesce ad infastidire e a chiudere sulle avversarie, come fa perfettamente all’8′. Tanto lavoro sporco in una serata che poneva un dislivello importante tra i centrocampo. L’islandese se la cava al massimo delle sue possibilità attuali. (Dal 53′ Santi 6: il miglior ingresso in campo. Coglie un palo, è l’unica a tirare pericolosamente verso la porta, e fornisce anche supporto difensivo. Poteva fare qualcosina di meglio nell’occasione della sesta rete, ma Rúnarsdóttir le complica l’esistenza).
Glionna 5,5 – Buon affondo al via, poi la nerazzurra si vede poco. Qualche sprazzo nella ripresa, tendenzialmente impreciso, ma è già qualcosa. Male nell’appoggio che spalanca la strada al 3-0 di Dumornay: per sua fortuna, il fuorigioco cancella l’errore.
Raphino 6 – La più attiva del reparto offensivo nerazzurro. Cerca due volte di beffare Sangaré, che rimedia in due situazioni per il rotto della cuffia. Giocatrice importantissima proprio in questo tipo di partite.
Bugeja 5 – Al 20′ ha l’occasione più importante, sia della sua serata sia per l’Inter Women. Ci va poco cattiva e spreca un tiro in porta. Da lì in poi, non riesce quasi mai a distinguersi. Si rifarà. (Dal 67′ Cambiaghi 6: atteggiamento propositivo e qualche tentativo dentro l’area. Combatte).
All. Sassarini 6 – Non ha particolari colpe. Imposta l’unica partita che la rosa attuale gli permette, e perde per errori individuali. Unico neo l’uscita di Andrés: un azzardo che però non ha pagato, ma a quel punto la sfida era già compromessa. Ci ha provato, il che è il complimento migliore allo stato attuale. Per un’altra Inter, serve anche un altro mercato.
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